Il lavoro, tra sogno e realtà

Lug 8, 2026
Il lavoro, tra sogno e realtà

C’era una volta…Almaviva. Circa vent’anni fa, a Palermo, apriva i battenti il più grande Call Center della Sicilia: un azienda in grado di dare occupazione a quasi 3500 Lavoratori, impiegati nel gestire il servizio clienti delle maggiori aziende di Telecomunicazioni e/o aziende di servizi operanti nel settore delle utility e del Terziario avanzato. Un sogno che diventa realtà, migliaia di posti di Lavoro part time offerti ad una giovane popolazione prevalentemente femminile, una leva di sviluppo occupazionale per l’intera città che nel giro di pochi anni rappresenterà la realtà industriale più grossa dell’area metropolitana e dell’intero sud Italia.

Dopo i primi 10 anni inizia gradualmente una contrazione dell’attività prese in appalto gestite con un uso spregiudicato e continuo  degli ammortizzatori sociali, utilizzati sapientemente per gestire i picchi e i flessi di produzione condizionati da una forte azione di delocalizzazione del traffico verso i paesi dell’est Europa in grado di garantire una marginalità economica maggiore della produzione lavorata in Italia; in pratica il lavoro andava all’estero ed in Italia si gestivano gli esuberi con i contratti di solidarietà con una percentuale massima del 40%. Privatizzare gli utili e socializzare le perdite una vecchia “ricetta” della bad economy.

Qualche anno fa la proprietà del gruppo Almaviva, decide di “uscire” dal settore dei Call Center iniziando una puntuale azione di dismissione delle commesse prese in appalto, con l’applicazione delle clausole sociali, nel giro di due anni, cede ad aziende concorrenti la quasi totalità dei lavoratori, tranne 600 operatori, su base nazionale, impiegati nel servizio di pubblica utilità “1500”, un servizio appaltato dal ministero della Salute per gestire assistenza sull’emergenza Covid. Le galline dalle uova d’oro, un sevizio pagato bene, a postazione, con cui Almaviva rimette in equilibrio il proprio bilancio. Sì perché il Covid, per qualcuno è stato come la “manna dal cielo”.

Finita l’emergenza covid in Sicilia restavano sospesi nel nulla circa 350 Lavoratori ex 1500 a cui era stata negata la possibilità di passare in un'altra azienda con le clausole sociali, dopo altri due anni di false illusioni proposte dai Ministeri Salute, Attività Produttive, Lavoro, il 1 Agosto del 2025 Almaviva ha licenziato i Lavoratori, gettando nello sconforto 276 famiglie a Palermo e 103 a Catania.  Qui inizia il “miraggio” siciliano, un progetto di rioccupazione dei Lavoratori garantito dalla Regione siciliana.

Un “miraggio” perché sono mesi che si susseguono Tavoli di confronto con le istituzioni ma la meta è ancora lontana, un percorso tortuoso, difficile ed articolato; Dopo le dichiarazioni formali del Presidente della Regione a sostegno dell’occupazione di questi Lavoratori attraverso l’implementazione del servizio 116/117, per le cure non urgenti, la digitalizzazione delle cartelle sanitarie dei siciliani, la dematerializzazione degli archivi regionali, solo pochi giorni fa, ha preso vita il decreto dell’assessorato alla Salute che rende esigibile la spesa di 10 milioni di euro per la definizione della piattaforma tecnologica funzionale alla partenza del servizio 116/117 mentre degli altri due progetti si resta nella fase embrionale, praticamente fermi al palo. 

I lavoratori piegati dalla disoccupazione, con assegni di sussistenza sociale che non superano le quattrocento euro, avranno il diritto di tornare a sognare, riappropriandosi di un lavoro dignitoso, una prospettiva futura per le proprie famiglie per i propri figli? Da tutto questo passa la credibilità della nostra classe politica, delle istituzioni di questa Regione chiamate ad una assunzione di responsabilità nei confronti di chi democraticamente li ha eletti. 

Noi inguaribili ottimisti pensiamo di SI! Questi siciliani si riapproprieranno del proprio sogno.

Giuseppe Tumminia