"Lo psicologo nelle scuole: modelli organizzativi e prospettive future".

Lug 8, 2026
"Lo psicologo nelle scuole: modelli organizzativi e prospettive future".

 “Lo psicologo nelle scuole: modelli organizzativi e prospettive future”, questo il titolo della tavola rotonda, organizzata a Palermo, presso l’aula magna dell’istituto comprensivo “Giuseppe Scelsa” di Palermo. Un momento di confronto che ha assunto un rilievo significativo per la qualità e l’ampiezza dei soggetti istituzionali e professionali coinvolti. L’iniziativa ha infatti riunito rappresentanti del mondo accademico, dell’amministrazione scolastica, del sistema sanitario, degli enti locali, della dirigenza scolastica, della professione psicologica e delle organizzazioni sindacali, offrendo uno spazio di riflessione condivisa intorno ad una delle questioni più urgenti per il sistema educativo contemporaneo. Ad aprire i lavori è stata la prof.ssa Antonella D’Amico, Prof.ssa associata di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione del Dipartimento di SPPEFF dell’Università degli Studi di Palermo, che ha inquadrato il tema alla luce delle trasformazioni in atto nei contesti educativi, evidenziando come la domanda di benessere psicologico nelle scuole non possa più essere interpretata come una risposta episodica a situazioni di disagio, ma richieda un approccio strutturale e sistemico. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il dott. Salvatore Iacono, Dirigente Ufficio II dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, che ha portato anche i saluti del Direttore Serra, e il dott. Bernardo Moschella, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Entrambi si sono trovati concordi nei loro interventi a sottolineare l’importanza di questa iniziativa promossa dal Ministero: l’istituzione della figura dello Psicologo a Scuola per garantire il benessere degli alunni ma manche del personale scolastico. In collegamento da remoto sono intervenuti a portare i loro saluti, manifestando interesse nei confronti dell’iniziativa anche i referenti dell’ambito territoriale di Trapani e Siracusa. A rappresentare il sistema sanitario è stata la dott.ssa Valentina Polizzi e i dott.ri Renato Di Giovanni e Roberto Gambino, mentre per il Comune di Palermo ha partecipato la dott.ssa Maria Giovanna Sparacino, responsabile dell’ufficio per la scuola dell’obbligo e il contrasto alla dispersione scolastica. Il confronto si è arricchito inoltre del contributo del gruppo di lavoro sulla Psicologia Scolastica e dell’Inclusione formato dai dirigenti scolastici, tra cui la padrona di casa, la dott.ssa Daniela Miceli, Dirigente dell’I.C. Scelsa, il dott. Massimo Valentino, Dirigente dell’I.C. “G. Falcone”, e la dott.ssa Aurelia Monia Bonura, Dirigente dell’IIS “Leonardo Da Vinci” di Trapani; e dagli psicologi provenienti da diverse realtà territoriali della Sicilia di Palermo, Enna, Gela, Catania e Trapani — Giusy Fabiola Ferraro e Caterina Cangemi, Barbara Perna, Giulia Manias per Gela e Sebi Barbagallo — a testimonianza di una sensibilità diffusa, ma ancora non adeguatamente organizzata sul piano istituzionale. Intervento rappresentativo anche quello del Garante per l’infanzia e l’adolescenza a livello comunale del prof. Vito Lo Scrudato. Presenti anche per le organizzazioni sindacali SNALS e UIL Scuola. Psicologo a scuola, il nodo resta strutturale: nonostante l’emergenza benessere mentale sia ormai una priorità educativa, la scuola italiana continua a muoversi senza una normativa stabile. Dai protocolli agli interventi straordinari, le iniziative degli ultimi anni hanno acceso i riflettori sul tema, ma restano frammentate e a tempo. Il risultato? Servizi a macchia di leopardo, interventi discontinui, difficoltà nel misurarne l’efficacia e forti disparità territoriali. A pesare anche lo stigma e le resistenze culturali di famiglie e studenti. Lo stanziamento previsto dalla Legge di Bilancio 2025 segna un passo avanti, ma per molti non basta: il vero banco di prova è superare la logica dell’emergenza e trasformare il supporto psicologico in un presidio stabile, integrato e orientato alla prevenzione. Proprio in questa direzione si inserisce la proposta, emersa durante la tavola rotonda e mediata dalla prof.ssa D’Amico, di avviare un percorso per l’istituzione di un Servizio di Psicologia Scolastica in Sicilia (SPSS). L’ipotesi delineata si fonda sull’idea di superare l’attuale frammentazione attraverso una presenza stabile dello psicologo nelle scuole, sostenuta da una governance interistituzionale capace di coordinare in maniera efficace scuola, sanità, enti locali e università. Il modello prospettato prevede inoltre la definizione di linee guida condivise e validate scientificamente, la costruzione di reti territoriali di scuole e protocolli d’intesa, l’attivazione di sistemi di monitoraggio e valutazione e l’implementazione di strategie di comunicazione volte a ridurre lo stigma e a favorire un accesso più consapevole ai servizi. Pur nel clima di consenso e partecipazione che ha caratterizzato l’incontro, non sono stati sottovalutati i nodi ancora aperti, tra cui la definizione di forme di finanziamento strutturali, l’inquadramento contrattuale degli psicologi scolastici e l’integrazione operativa con i servizi socio-sanitari territoriali. Si tratta di questioni che richiedono un intervento coordinato a livello politico e amministrativo, affinché le intuizioni progettuali possano tradursi in soluzioni operative sostenibili. La tavola rotonda si è conclusa con l’impegno condiviso a istituire un tavolo tecnico e a calendarizzare incontri periodici di monitoraggio e rendicontazione del percorso avviato. Un esito che, pur nella sua dimensione ancora programmatica, segna un passaggio rilevante: il riconoscimento, da parte di tutti gli attori coinvolti — dalle istituzioni scolastiche rappresentate dal dott. Salvatore Iacono e dal dott. Bernardo Moschella, alla dirigenza scolastica, fino ai professionisti e alle organizzazioni sindacali — che la presenza dello psicologo nella scuola non è più una questione opzionale, ma una componente strategica del sistema educativo. La sfida, oggi, non è quindi dimostrarne l’utilità, ma costruire le condizioni istituzionali, organizzative e culturali affinché tale presenza diventi stabile, qualificata e pienamente integrata nelle politiche educative.

Manuela Mauroner, Uilm Scuola