Agrigento Capitale della Cultura 2025, Acquisto: "Una occasione mancata".

Mar 17, 2026
Agrigento Capitale della Cultura 2025, Acquisto: "Una occasione mancata".
Gero Acquisto, Uil Agrigento

L’anno di "Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025" avrebbe dovuto rappresentare il punto di svolta, il "big bang" economico e sociale per una provincia che da decenni attende un riscatto concreto. Tuttavia, a ridosso della conclusione di questa esperienza, il bilancio che come sindacato siamo costretti a tracciare non è quello delle grandi opere realizzate, ma quello dei rimpianti e delle occasioni mancate. Essere scelti come vetrina culturale del Paese non è solo un titolo onorifico. Per la Uil, questo riconoscimento doveva tradursi in lavoro stabile, potenziamento dei servizi e ammodernamento strutturale. Invece, ci siamo ritrovati immersi in una gestione spesso accusata di inefficienza e ritardi organizzativi. Mentre la politica si autocelebrava nei palazzi, i cittadini agrigentini continuavano a scontrarsi con le medesime criticità di sempre: una rete idrica colabrodo e infrastrutture di collegamento degne del secolo scorso.

Non si può parlare di "capitale" quando raggiungere Agrigento rimane un’odissea. Abbiamo assistito a dibattiti accademici su visioni futuristiche al 2045, ma nel 2025 la realtà ha visto ferrovie inadeguate, strade statali eterne incompiute e l'assenza di un piano integrato della mobilità che potesse realmente sostenere il flusso turistico previsto. 

La cultura poteva essere il volano dell’economia ma senza binari e asfalto sicuro, il volano gira a vuoto.

Il dato più doloroso è stato l'impatto occupazionale. Speravamo in un piano straordinario di inserimento per i nostri giovani talenti per frenare quella "fuga" che sta svuotando i nostri borghi. Invece, i benefici economici sono rimasti confinati a pochi settori, senza una ricaduta strutturale sul mercato del lavoro locale. È mancata una visione corale che coinvolgesse realmente le parti sociali e il mondo produttivo in un progetto di crescita diffusa.

Cosa è restato ad Agrigento dopo lo spegnimento dei riflettori? Se l’eredità è solo qualche passerella e qualche evento di facciata, allora possiamo dire a gran voce che abbiamo fallito. 

La Corte dei Conti e diverse analisi indipendenti hanno già sollevato dubbi sulla gestione dei fondi e sull'efficacia degli interventi.

Come Uil Agrigento, continuiamo a chiedere che la provincia non resti "di serie B". Serve un impegno serio, oltre la retorica della "Capitale", che metta al centro investimenti infrastrutturali immediati per i collegamenti ferroviari e stradali: un piano di rilancio industriale e turistico che crei lavoro contrattualizzato e di qualità; una governance del territorio trasparente e capace di spendere le risorse del Pnrr con efficienza.

Agrigento merita di essere capitale ogni giorno, non solo per un anno solare, garantendo ai suoi figli il diritto di restare e prosperare nella propria terra.

Gero Acquisato, segretario Uil Agrigento