Agrigento Capitale della Cultura 2025, Acquisto: "Una occasione mancata".
L’anno di "Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025" avrebbe dovuto rappresentare il punto di svolta, il "big bang" economico e sociale per una provincia che da decenni attende un riscatto concreto. Tuttavia, a ridosso della conclusione di questa esperienza, il bilancio che come sindacato siamo costretti a tracciare non è quello delle grandi opere realizzate, ma quello dei rimpianti e delle occasioni mancate.
La cultura poteva essere il volano dell’economia ma senza binari e asfalto sicuro, il volano gira a vuoto.
Il dato più doloroso è stato l'impatto occupazionale. Speravamo in un piano straordinario di inserimento per i nostri giovani talenti per frenare quella "fuga" che sta svuotando i nostri borghi. Invece, i benefici economici sono rimasti confinati a pochi settori, senza una ricaduta strutturale sul mercato del lavoro locale. È mancata una visione corale che coinvolgesse realmente le parti sociali e il mondo produttivo in un progetto di crescita diffusa.
Cosa è restato ad Agrigento dopo lo spegnimento dei riflettori? Se l’eredità è solo qualche passerella e qualche evento di facciata, allora possiamo dire a gran voce che abbiamo fallito.
La Corte dei Conti e diverse analisi indipendenti hanno già sollevato dubbi sulla gestione dei fondi e sull'efficacia degli interventi.
Come Uil Agrigento, continuiamo a chiedere che la provincia non resti "di serie B". Serve un impegno serio, oltre la retorica della "Capitale", che metta al centro
Agrigento merita di essere capitale ogni giorno, non solo per un anno solare, garantendo ai suoi figli il diritto di restare e prosperare nella propria terra.
Gero Acquisato, segretario Uil Agrigento