La contrattazione e i valori fondanti del sindacato

Ott 13, 2025
La contrattazione e i valori fondanti del sindacato
Ida Saja, segretaria generale UilTucs Sicilia

La contrattazione è da sempre il cuore dell’azione sindacale della UilTucs. È il luogo in cui la nostra organizzazione esprime pienamente la propria identità, la propria missione e il modo in cui interpreta la rappresentanza. Attraverso la contrattazione si concretizzano i valori fondanti del sindacato: la dignità del lavoro, la giustizia sociale, l’equità e la solidarietà. È nel confronto, nel dialogo e nella ricerca di soluzioni condivise che il sindacato trova il suo senso più profondo, perché contrattare significa dare voce ai bisogni delle persone, trasformarli in proposte e tradurli in risultati concreti.
La contrattazione rappresenta il mezzo attraverso cui il sindacato dà concretezza ai propri valori, traducendo in fatti concreti i principi di giustizia, dignità e solidarietà che guidano il nostro impegno quotidiano. Significa ascoltare e interpretare i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche saper costruire soluzioni condivise che migliorino la qualità della vita e del lavoro. È in questo spazio di confronto che il sindacato si realizza pienamente come soggetto di partecipazione democratica, capace di incidere sui processi economici e sociali.


Negli ultimi anni il crollo degli stipendi e la diffusione della precarietà hanno evidenziato l’urgenza di intervenire sulla condizione occupazionale in Italia. La UilTucs propone una riforma del sistema contrattuale volta a riallineare i salari all’inflazione reale e a far crescere il potere di acquisto dei lavoratori. È necessario sostituire l’indicatore IPCA con uno basato su un paniere più aderente all’inflazione reale e rendere annuale, o almeno biennale, l’adeguamento dei salari. Allo stesso tempo, è fondamentale confermare la durata quadriennale del contratto nazionale e mantenere i due livelli contrattuali, nazionale e decentrato, in modo da assicurare stabilità e continuità. Gli accordi aziendali devono prevedere erogazioni salariali legate alla produttività e al suo incremento, e garantire la partecipazione dei lavoratori all’organizzazione del lavoro e all’accesso ai dati su cui l’impresa determina il raggiungimento degli obiettivi per l’erogazione dei premi.


La nostra regione vive realtà produttive spesso frammentate, con forti differenze territoriali e una diffusa precarietà che colpisce in particolare giovani e donne. In questo scenario, la contrattazione non è solo uno strumento di tutela, ma una vera e propria leva di sviluppo. Dove si contratta si lavora meglio, si cresce di più e si costruisce coesione sociale. La contrattazione è un fattore di civiltà, un presidio di partecipazione e un elemento di progresso collettivo. La contrattazione collettiva nazionale rimane il punto fermo per milioni di lavoratrici e lavoratori, garantendo diritti fondamentali e condizioni economiche minime. Difendere il contratto nazionale significa tutelare l’idea di un lavoro regolato da regole comuni e contrastare ogni forma di frammentazione dei diritti. Tuttavia, oggi più che mai, la contrattazione di secondo livello, territoriale e aziendale, rappresenta il campo più dinamico e strategico dell’azione sindacale.


La contrattazione integrativa consente di adattare i principi generali del contratto nazionale alla realtà quotidiana dei luoghi di lavoro, tenendo conto delle specificità produttive, territoriali e sociali. È una forma di prossimità che permette al sindacato di essere presente, visibile e utile nelle situazioni concrete, rispondendo in modo mirato ai bisogni delle persone. Ma è anche un’occasione di innovazione, perché consente di introdurre strumenti nuovi su temi fondamentali come la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, la formazione continua, la sicurezza, il welfare aziendale, la valorizzazione professionale e il benessere organizzativo. In una regione come la nostra, dove i rapporti di lavoro sono spesso fragili e discontinui, la contrattazione di prossimità rappresenta una frontiera di civiltà: è lì che è possibile incidere realmente, portando tutele dove mancano, costruendo relazioni sindacali mature e durature e promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e partecipato.

Ida Saja, segretaria generale della UilTucs Sicilia