Stop Work Authority, il diritto di fermarsi per la sicurezza sul lavoro
La sicurezza sul lavoro non è solo una questione normativa, ma un diritto essenziale per ogni lavoratore. Sempre più episodi, però, dimostrano che in Italia, ancora oggi, fermarsi davanti a un pericolo non è considerato un'opzione, bensì un rischio da correre. Ed è qui che interviene la Stop Work Authority, che è lo strumento che garantisce ai lavoratori la possibilità di interrompere l'attività in caso di condizioni lavorative insicure. Eppure, la sua applicazione è ancora poco diffusa.
La Stop Work Authority consente a ogni lavoratore di interrompere la propria attività in caso di pericolo. È uno strumento di protezione essenziale per evitare tragedie che troppo spesso vengono liquidate come incidenti inevitabili. Molti lavoratori non ne sono a conoscenza, temono ripercussioni o provano paura nel far valere questo diritto fondamentale. A loro diciamo che non sono soli, la Uiltrasporti è con loro, nei luoghi di lavoro, con i Responsabili per la Sicurezza sul lavoro (RLS) a supportarli. Bisogna diffondere la cultura della sicurezza tra i lavoratori, l'importanza dei dispositivi. Ancora troppi lavoratori perdono la vita lavorando. La legge parla chiaro: se una situazione mette a rischio la sicurezza, il lavoratore ha il diritto di fermarsi, senza subire conseguenze. Non si tratta di una scelta soggettiva, ma di una garanzia prevista dalla normativa.
La Stop Work Authority fa parte da tempo delle norme di sicurezza, ma è stata riconosciuta formalmente con il decreto legislativo 81/08. Nel 2021, con la modifica dell’articolo 19, è stato stabilito che anche i preposti hanno l’obbligo di interrompere il lavoro in caso di pericolo e di segnalare immediatamente le criticità. Il diritto di fermarsi non riguarda solo il singolo lavoratore, ma coinvolge anche chi ha responsabilità di supervisione, affinché la sicurezza diventi una condizione collettiva e non solo una scelta individuale.
Ogni volta che il lavoratore percepisce una condizione di rischio grave e imminente può utiulizzare la Stop Work Authority. Tra le situazioni più frequenti rientrano la mancanza di dispositivi di protezione individuale, l’esposizione a sostanze tossiche, l’utilizzo di strumenti difettosi o non conformi, oppure la mancata applicazione delle procedure di sicurezza. Fermarsi in questi casi non è un gesto di protesta, ma un atto di responsabilità verso sé stessi e verso i colleghi. Segnalare il problema è l’unico modo per evitare che si ripeta. La Uiltrasporti Sicilia ha avviato una campagna di formazione mirata che sarà continua, perché non basta che il diritto esista sulla carta, deve essere conosciuto ed esercitato concretamente. Siamo convinti che anche noi dobbiamo continuare a fare la nostra parte formando i rappresentanti e anche i lavoratori, per diffondere la cultura della sicurezza. A volte gli incidenti sono dovuti a distrazioni o mancato uso dei dispositivi. Si tratta di morti assolutamente evitabili. A inizio marzo, abbiamo organizzato incontri formativi a Palermo e Catania, rivolti alle lavoratrici, ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali. In queste giornate abbiamo
affrontato casi reali e spiegato il funzionamento della Stop Work Authority, affinché ogni lavoratore sia consapevole del proprio diritto di fermarsi in caso di pericolo. A livello nazionale, la Uil chiede al Governo di aumentare il numero di ispettori del lavoro, perché la sicurezza non può essere garantita senza controlli adeguati. Servono risorse e un intervento deciso per prevenire nuovi incidenti, focalizzando l’attenzione sui subappalti, che spesso avvengono al massimo ribasso. Questo, purtroppo, comporta risparmi da parte delle aziende sulla sicurezza, ancora considerata un costo e non un dovere. Le aziende, invece, sono obbligate a fare manutenzione e anche adeguata formazione. Chiediamo, quindi, di penalizzare le aziende che non dimostrano attenzione sulla sicurezza, escludendole dai bandi pubblici e sanzionandole pesantemente.
Katia Di Cristina, segretaria generale della Uiltrasporti Sicilia