Contrasto al lavoro precario e povero, in Sicilia la linea politica lanciata dalla Uiltrasporti

Mag 19, 2026
Contrasto al lavoro precario e povero, in  Sicilia la linea politica lanciata dalla Uiltrasporti

La Sicilia detiene un record storico con quasi 25.000 lavoratori a tempo determinato negli enti locali, molti dei quali con oltre 40 anni d’età.

Nei settori privati, la situazione non è diversa, la maggior parte del lavoro è lavoro povero, con salari più bassi della media nazionale e dello stesso Mezzogiorno: il 76,2% dei lavoratori siciliani ha redditi inferiori a 25.000 euro lordi annui, contro il 60,1% della media nazionale.

Nonostante i segnali positivi di crescita dell’occupazione, la Sicilia resta caratterizzata da un mercato del lavoro ancora fragile e da una forte incidenza di contratti a tempo determinato o non regolari.

Gli inoccupati in cerca di lavoro in Sicilia, secondo i dati Istat, nell’ultimo anno sono ulteriormente aumentati, passando da 265mila a 266mila a fronte di un Tasso di occupazione che cresce ancora troppo poco, relegando la Sicilia a penultima regione d’Italia. In questo quadro, mentre gli inattivi diminuiscono leggermente, peggiora la qualità dei rapporti di lavoro, ove si registra una prevalenza di assunzioni a tempo determinato. Il dato rilevante è proprio questo: la crescita non si traduce in un miglioramento delle condizioni lavorative e contrattuali.

Contratti precari, ma anche part-time spesso involontari e salari bassi sono alla base della povertà lavorativa, oltre che dell’incertezza del futuro. Così non si riesce a dare stabilità, prospettiva e progettualità ai giovani che entrano nel mondo del lavoro.

Sono dati preoccupanti, che ci devono far riflettere e impegnare maggiormente, nel prossimo mandato, nei confronti delle Istituzioni e delle Aziende, affinché si sviluppi un modello sociale che metta al centro le persone e il buon lavoro, e che contrasti la precarietà del lavoro. 

Tutti i settori che rappresentiamo, spesso, sono caratterizzati da salari bassi, part-time involontario, tentativi di applicazione di contratti pirata che stiamo fortemente contrastando, perché dove applicati determinano

dumping contrattuale e compressione di diritti e tutele.

Un valido esempio è rappresentato dal settore della Logistica, uno dei comparti che negli ultimi anni ha conosciuto la crescita più rapida e profonda, spinto dall’esplosione dell’e-commerce e dall’aumento dei flussi di distribuzione. 

Una crescita che ha trasformato il modo in cui merci e prodotti si muovono nel Paese, ma che troppo spesso non ha portato con sé un miglioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali per le lavoratrici e i lavoratori che vi operano.

Un impiego duro, fatto di ritmi serrati, turnazioni pesanti, pressioni crescenti e responsabilità enormi. Un lavoro che regge intere filiere produttive, ma che continua a essere segnato da criticità strutturali che denunciamo da anni: precarietà diffusa.

Si assiste a situazioni persino peggiori nel settore del trasporto Aereo. La contraddizione sta nel fatto che per la sua caratterizzazione stagionale, l'intero settore ha negli anni prodotto troppa precarietà con tanti lavoratori impiegati a poche ore.  

Esistono contratti a tempo indeterminato per 6 o 7 mesi, comportando per i lavoratori precarietà e povertà, perché nei mesi nei quali non lavorano non gli spetta né una retribuzione e tantomeno avranno diritto alla Naspi.

La Uiltrasporti, insieme alle altre OO.SS. sta lavorando da tempo per cercare di trovare soluzioni che, passo dopo passo, stabilizzino i lavoratori, portando avanti un processo che chiamerei "Stop al ribasso" a fronte di lavoro dignitoso, stabile ed equamente retribuito, e "Stop alla facilità di concedere deroghe ai CCNL” che inevitabilmente abbassano le tutele - fatta eccezione, evidentemente, per le situazioni di crisi aziendali ma stabilendo delle tempistiche certe -.

Per queste ragioni, la Uiltrasporti sostiene convintamente la campagna lanciata dalla Uil per il suo 74esimo anniversario "NO AI LAVORATORI FANTASMA" proprio per accendere i riflettori su lavoratori considerato occupati anche con una sola ora di lavoro al giorno, senza alcuna possibilità di programmare la propria vita e mortificati nella loro dignità di persone prima che di lavoratori. 

Dobbiamo continuare a lottare contro il lavoro povero e la precarizzazione sempre più dilagante nel nostro Paese ma ancora più dilagante nella nostra Regione. Servono politiche industriali strutturali e di lungo periodo, politiche attive del lavoro, contrattazione, contrasto al dumping contrattuale e agli appalti al massimo ribasso, che alimentano precarietà e contrazione delle tutele e scaricano sui lavoratori il peso dei tagli.

Dobbiamo, dunque, difendere il valore della rappresentanza della Uiltrasporti ma del sindacato confederale, per difendere con forza il valore della contrattazione collettiva, siglata dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative, contrastando con fermezza la deriva dei contratti pirata, siglati da sindacati gialli che creano dumping e abbassano notevolmente le tutele. 

Siamo convinti che la nostra Regione necessiti di uno sviluppo dei trasporti e infrastrutturale integrato, accompagnato da una chiara visione industriale, rappresentando così una importante leva per trasformare la Sicilia da area periferica a piattaforma logistica strategica nel Mediterraneo, generando sviluppo, crescita economica e auspichiamo anche occupazione di qualità.