Lavoro e innovazione, Tumminia: "Puntare sul capitale umano per governare la trasformazione".

Mar 20, 2026
Lavoro e innovazione, Tumminia: "Puntare sul capitale umano per governare la trasformazione".

 Il mondo del lavoro sta cambiando sempre più velocemente. Alla transizione ecologica, con tutte le sue implicazioni, si affianca la quarta rivoluzione industriale. Automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale sono i cambiamenti con cui dobbiamo confrontarci. Da un lato rappresentano grandi opportunità di crescita e benessere, dall’altro pongono la sfida della sostenibilità sociale di un nuovo sistema economico.
Cambia la qualità e la quantità del lavoro e siamo chiamati a ripensare un nuovo modello di welfare e di politiche attive e passive capace di governare la trasformazione in corso. La contrattazione collettiva prova ad aprire nuove frontiere negoziali. L’ultima, in ordine di tempo, è stata la proposta dei metalmeccanici di introdurre la settimana lavorativa di quattro giorni, mantenendo invariato il salario. Un nuovo punto di equilibrio tra lavoro che si crea e lavoro che si perde, un tentativo concreto di redistribuire l’eccedenza di personale salvaguardando l’occupazione e migliorando il rapporto vita-lavoro a favore della qualità della vita.
La proposta, tuttavia, non ha trovato piena applicazione ed è stata ricondotta a un percorso sperimentale affidato a una commissione paritetica. Come diceva qualcuno, “in Italia una commissione non si nega mai a nessuno”.
Solo puntando con decisione sul capitale umano potremo vincere la sfida dell’innovazione tecnologica. È necessario rafforzare i percorsi di studio introducendo tutte quelle competenze, a partire da quelle digitali, indispensabili ai giovani per affrontare il nuovo mercato del lavoro e le professioni emergenti.
Il processo di armonizzazione tra sapere e lavoro passa soprattutto attraverso il miglioramento e il rafforzamento dell’alternanza scuola-lavoro. Da un lato occorre aumentare le risorse economiche per consentire a un numero maggiore di studenti di accedervi; dall’altro, bisogna diffondere una cultura e strumenti che spingano le imprese a riconoscerne l’importanza e a parteciparvi con convinzione, creando veri percorsi di alternanza.
Un processo che deve coinvolgere non solo la scuola, ma anche l’università e la ricerca, promuovendo un contatto diretto tra studenti e imprese. Purtroppo, gli stage universitari spesso si trasformano in pretesti per mascherare lavoro a basso costo, e lo stesso vale per alcune esperienze di alternanza scuola-lavoro. I gravi incidenti che hanno coinvolto studenti degli istituti professionali segnalano infatti un modello distorto, che va ripensato e corretto per funzionare davvero.