Uil Pensionati, Barone: "In Sicilia sanità negata agli anziani".
Si dice spesso, e a ragione, che il nostro non è un Paese per giovani. Men che meno lo è la Sicilia, come dimostrano i dati sull’emigrazione di ragazzi e ragazze dalla nostra Isola verso il Nord Italia e l’estero. Discutibile l’abusata definizione di “cervelli in fuga” perché potrebbe suonare offensiva per chi resta, ma tant’è: questa non è una terra per anziani. E non lo è neppure per gli anziani, come dimostra il recente report dello Svimez sui “nonni con la valigia” che evidenzia come questo sia soprattutto un fenomeno che interessa il Sud Italia.
Al di là della definizione, ciò che colpisce di quello studio è la correlazione tra “nonni con la valigia” e carenza di servizi sanitari. Scrive lo Svimez: “I divari Nord-Sud nell'offerta di servizi sanitari continuano a esercitare un'influenza significativa sulle scelte di vita dei cittadini meridionali, incidendo in misura crescente anche sulle decisioni di mobilità della popolazione anziana. Nel Mezzogiorno, la maggiore carenza di servizi di prevenzione e cura, una dotazione infrastrutturale più debole e una minore capacità di risposta ai bisogni sanitari complessi contribuiscono a rendere più oneroso l'invecchiamento in loco”.
Quale e quanto sia il peso della sanità negata in Sicilia, noi della UilPensionati lo sappiamo bene e soprattutto lo denunciamo da tempo. Nei nostri ospedali ci sono anche eccellenze nel trattamento delle patologie acute e nella gestione delle urgenze, ma è cambiata la domanda: in regioni come la nostra, in cui l’indice Istat di vecchiaia è schizzato dal 107.6 per cento del 2005 al 184,2 del 2025, le patologie croniche pesano sempre di più. Ciò significa, fra l’altro, ospedali intasati e liste d'attesa lunghissime.
Non è solo problema di ospedali, comunque. Continuiamo a invocare un sistema efficiente di medicina territoriale, di prossimità, ma assistiamo prevalentemente a tagli inaugurali di cantieri per progetti “futuribili” o di strutture che non hanno personale, quindi sono scatoloni vuoti. Il problema è, appunto, la carenza di personale nelle strutture pubbliche dov’è tempo di incentivare le carriere migliorando trattamenti economici, condizioni di lavoro e tutele legali.
Offrire più assistenza sanitaria si può e si deve. Noi crediamo, però, che sia altrettanto indispensabile puntare sull’invecchiamento “attivo” e siamo estremamente orgogliosi della proposta di legge per il Servizio civile della Terza Età che nasce proprio da un’idea della UilPensionati, da un’idea di Carmelo Barbagallo. Merita di essere citato un passaggio della nota di accompagnamento alla proposta depositata, significativamente, da un esponente della maggioranza e uno dell’opposizione alla Camera: “Le persone anziane – si legge nella nota – non sono solamente destinatarie di cure o prestazioni assistenziali. Sempre più spesso sono soggetti attivi, motivati, in salute, con il desiderio di rendersi utili, ma spesso privi di strumenti strutturati e riconosciuti per farlo. Molti di loro, una volta conclusa l’esperienza lavorativa, vivono una fase di discontinuità personale e sociale che può tradursi in isolamento, perdita di ruolo e di senso di appartenenza”.
Questa “discontinuità” può causare disturbi psico-fisici. Nello stesso tempo, poi, rappresenta il segnale della dispersione di un patrimonio di passione e competenza che non possiamo proprio permetterci. Anziane e anziani volontari, se passasse la normativa sul Servizio civile della Terza Età, verrebbero formati per essere utilizzati in progetti di pubblica utilità promossi da enti pubblici, organizzazioni del Terzo settore, associazioni di volontariato, enti religiosi riconosciuti, fondazioni e cooperative sociali in settori di intervento quali l’assistenza sociale e il sostegno a persone fragili o sole, l’istruzione e la cultura storica, l’ambiente e la tutela del territorio, la protezione civile e la salvaguardia dei beni comuni. Noi, forti anche delle bellissime esperienze maturate in Sicilia con l’Ada, ci crediamo davvero. Adesso è tempo che le istituzioni politiche rispondano presto e bene, almeno per una volta, “presente”.
Claudio Barone, segretario generale Uil Pensionati Sicilia