Infortuni sul lavoro, Meli: “Benvenuti a Catania, primatista regionale”.

Mar 17, 2026
Infortuni sul lavoro, Meli: “Benvenuti a Catania, primatista regionale”.
Enza Meli, segretaria Uil Catania

Benvenuti a Catania, primatista regionale di infortuni sul lavoro”.

Potremmo proporre, provocatoriamente ma non troppo, che quei cartelli di “benvenuto” vengano sistemati sulle strade di accesso alla nostra provincia. Il 2025, infatti, s’è chiuso con un tragico primato etneo per infortuni e morti sul lavoro in Sicilia. 

I dati sono sempre più inquietanti. Così come lo è, in attesa di risposte pienamente efficaci dalle istituzioni politiche, l’incapacità a invertire la tendenza all’aumento di incidenti. Fra gennaio e dicembre dello scorso anno sono stati 7883 gli episodi denunciati – attenzione, solo quelli denunciati – all’Inail, mentre erano stati 7361 nel 2024. E 23 i morti, 5 in più rispetto all’anno precedente.

Siamo il Sindacato delle Persone che con la campagna #Zeromortisullavoro ha riportato sulle prime pagine dei giornali e nei titoli di apertura dei tg le notizie sulla sicurezza-che-non-c’è nel nostro Paese. Adesso, non dobbiamo consentire che si torni al silenzio complice dei crimini commessi ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori.

La crescita di occupazione non si può definire tale, come qualcuno continua a fare, se l’offerta si riduce a lavoro precario e, ancor peggio, a rischio. Noi lo diciamo da sempre, lo diciamo a voce sempre più alta anche con iniziative clamorose come le bare schierate dalla Uil sulle piazze di alcune tra le principali città del Paese. Ma non basta, evidentemente non basta, se i numeri di questa strage crescono.

Dalle istituzioni politiche rivendichiamo misure concrete per la prevenzione e la repressione degli omicidi e tentati omicidi sul lavoro. Dalle associazioni datoriali, una netta presa di posizione contro quelle imprese-pirata che giocano sulle vite dei lavoratori e fanno concorrenza sleale risparmiando su dispositivi di protezione e vera formazione.

I rapporti mensili dell’Inail, che – va ribadito – riferiscono gli incidenti denunciati ma non possono ricomprendere pure i tanti occultati e camuffati, meritano attenzione. Non solo lacrime di coccodrillo. Bisogna fare di più, al di là delle misure già adottate dal Governo che ha accolto alcune proposte della Uil di PierPaolo Bombardieri.

Se davvero c’è voglia di rispondere a questa emergenza, che tale in effetti non è più essendo diventata una costante del nostro quotidiano, vengano colmati i buchi, anzi le voragini nella dotazione di personale agli Ispettorati del Lavoro, che in Sicilia dipendono dalla Regione. E ancora si ponga fine ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, venga introdotto il reato di omicidio sul lavoro nel Codice penale, sia offerto il patrocinio gratuito alle famiglie delle vittime.

Ancora in questi mesi gli incidenti sul lavoro hanno travolto l’esistenza di tanti, troppi, lavoratori. E quella delle loro famiglie, anch’esse vittime. Pretendiamo soluzioni coraggiose e decisive. Chiediamo la luna?

Enza Meli, segretaria Uil Catania