Infortuni sul lavoro, Meli: “Benvenuti a Catania, primatista regionale”.
Benvenuti a Catania, primatista regionale di infortuni sul lavoro”.
Siamo il Sindacato delle Persone che con la campagna #Zeromortisullavoro ha riportato sulle prime pagine dei giornali e nei titoli di apertura dei tg le notizie sulla sicurezza-che-non-c’è nel nostro Paese. Adesso, non dobbiamo consentire che si torni al silenzio complice dei crimini commessi ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori.
La crescita di occupazione non si può definire tale, come qualcuno continua a fare, se l’offerta si riduce a lavoro precario e, ancor peggio, a rischio. Noi lo diciamo da sempre, lo diciamo a voce sempre più alta anche con iniziative clamorose come le bare schierate dalla Uil sulle piazze di alcune tra le principali città del Paese. Ma non basta, evidentemente non basta, se i numeri di questa strage crescono.
I rapporti mensili dell’Inail, che – va ribadito – riferiscono gli incidenti denunciati ma non possono ricomprendere pure i tanti occultati e camuffati, meritano attenzione. Non solo lacrime di coccodrillo. Bisogna fare di più, al di là delle misure già adottate dal Governo che ha accolto alcune proposte della Uil di PierPaolo Bombardieri.
Se davvero c’è voglia di rispondere a questa emergenza, che tale in effetti non è più essendo diventata una costante del nostro quotidiano, vengano colmati i buchi, anzi le voragini nella dotazione di personale agli Ispettorati del Lavoro, che in Sicilia dipendono dalla Regione. E ancora si ponga fine ai subappalti a cascata e alle gare al massimo ribasso, venga introdotto il reato di omicidio sul lavoro nel Codice penale, sia offerto il patrocinio gratuito alle famiglie delle vittime.
Enza Meli, segretaria Uil Catania