La desertificazione bancaria in Sicilia, un allarme per lo sviluppo e la legalità
Il recente report della Banca d’Italia, pubblicato lo scorso marzo e riferito ai dati del sistema bancario del 2024, certifica un dato allarmante: 149 comuni siciliani sono oggi privi di uno sportello bancario. Si tratta del 38% dei comuni dell’Isola, una percentuale altissima che mette in evidenza una vera e propria emergenza territoriale e sociale.
La mancanza di presidi bancari rappresenta un grave ostacolo allo sviluppo economico regionale. Il credito è infatti uno strumento indispensabile per la crescita delle famiglie, delle piccole e medie imprese e per i giovani che intendono avviare nuove attività.
A pagare il prezzo più alto di questa situazione sono le persone meno tecnologiche, gli anziani, chi soffre di problemi di salute o di mobilità, e i residenti dei piccoli comuni, spesso penalizzati anche da connessioni internet carenti. In questi contesti, la chiusura delle banche non significa solo perdita di servizi, ma anche isolamento e rischio di esclusione finanziaria.
Non va inoltre sottovalutato un pericolo ancora più grave: l’espansione di canali non regolamentati di credito e la conseguente possibilità di favorire l’usura, che mina le basi della legalità e della sicurezza economica delle comunità.
Come Uilca Uil, abbiamo da tempo denunciato il fenomeno della desertificazione bancaria, una piaga che colpisce soprattutto le aree interne e le regioni del Sud.
Nel 2023, la Uilca nazionale ha avviato una campagna di sensibilizzazione dedicata al tema, con una serie di incontri in tutta Italia.
Il 15 e 16 novembre 2023 si sono svolte due importanti tappe in Sicilia:
• la prima a Tusa, uno dei 149 comuni senza banca, dove sono state raccolte numerose testimonianze di disagio da parte dei cittadini;
• la seconda a Palermo, presso Palazzo Comitini, con un confronto che ha visto la partecipazione del segretario generale Uilca Fulvio Furlan, della segretaria generale Uil Sicilia Luisella Lionti, del presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e di rappresentanti delle istituzioni locali.
La campagna nazionale “Chiusura filiali? No grazie.” si è conclusa con un convegno al Cnel il 18 gennaio 2024. Dopo l’introduzione del presidente del Cnel Renato Brunetta, sono intervenuti il segretario generale Uil Pier Paolo Bombardieri, il segretario generale Uilca Fulvio Furlan, rappresentanti dell’Abi, dell’Anci nazionale e delle associazioni dei consumatori, tutti concordi nel definire proposte concrete per contrastare la desertificazione bancaria.
A seguito di quel confronto, si è insediato presso il Cnel un tavolo di lavoro permanente, al quale partecipano sindacati, associazioni datoriali e diversi attori sociali, con l’obiettivo di individuare strumenti e soluzioni efficaci per garantire a ogni cittadino l’accesso a un servizio bancario di prossimità, fondamentale per lo sviluppo, l’inclusione e la legalità.
Oggi siamo in attesa che da quel lavoro nascano misure concrete e operative, affinché in ogni comune siciliano — e più in generale in tutto il Paese — possa tornare a essere presente una banca al servizio dei cittadini.
Giuseppe Gargano
Segretario Uilca Uil Sicilia