Crisi del settore metalmeccanico in Sicilia, “un raggio di sole” arriva da Fincantieri Palermo
In un contesto di profonda crisi delle aziende metalmeccaniche nazionali e, in particolare, di un progressivo depauperamento del settore in Sicilia (dove la crisi è iniziata alla fine degli anni Settanta), a Palermo si apre finalmente uno spiraglio di luce.
Ma facciamo un passo indietro e ricordiamo le imprese che operavano nella nostra regione e che negli anni sono state colpite dalla crisi:
• Fiat di Termini Imerese (produzione interrotta il 23 novembre 2011 e chiusura definitiva il 31 dicembre dello stesso anno, con conseguenze disastrose per tutto l’indotto).
• Keller di Carini (chiusura il 29 giugno 2010).
• Imesi di Carini (cessazione dell’attività nel 2015 con successivo assorbimento dei lavoratori da parte di Fri, gruppo Ferrovie dello Stato, e Leonardo).
• Cantiere Navale di Palermo (pur continuando ad operare come supporto agli altri stabilimenti Fincantieri, è passato da circa 1.500 addetti alla fine degli anni ’80 ai circa 450 attuali).
• Italtel (dopo lo smembramento della fine degli anni ’90, ha venduto quest’anno la storica sede di Carini e opera oggi con meno di 100 dipendenti).
In questo quadro di desertificazione industriale c'è stato però un cambio di rotta. Lo scorso 9 ottobre, infatti, al Cantiere Navale di Palermo si è svolta - dopo circa dieci anni - la cerimonia del varo di una nave: “Costanza I di Sicilia”, commissionata dalla Regione siciliana e destinata ai collegamenti con le isole minori. Alla cerimonia erano presenti, oltre al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore Alessandro Aricò, l'Arcivescovo Lorefice, anche l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri Pieroberto Folgiero, e il direttore generale della Divisione Navi Mercantili di Fincantieri, Luigi Matarazzo.
Proprio l'amministratore delegato Folgiero ha sottolineato:
• l’importanza, nell’industria metalmeccanica pesante, del capitale umano e in particolare dei lavoratori
• le peculiarità dello stabilimento, capace di operare sulle tre storiche linee produttive: costruzione, riparazione e trasformazione navale
• la conferma degli investimenti infrastrutturali per i prossimi due anni, finalizzati al completamento del bacino da 150.000 tonnellate, potenzialmente utilizzabile anche per le costruzioni
• la volontà di proseguire nei prossimi anni il progetto dei “Maestri del Mare”, già avviato e destinato a proseguire anche su Palermo.
A rafforzare questo quadro positivo anche le parole di Matarazzo che ha elogiato la professionalità, l’abnegazione, l’orgoglio e il forte senso di appartenenza dei lavoratori, inclusi quelli dell’Indotto. Quando Folgiero ha fatto riferimento agli investimenti necessari al completamento del bacino da 150 mila tonnellate - opera rilanciata circa quattro anni fa dall’ex presidente dell’Autorità Portuale, Pasqualino Monti, all’interno del progetto di riqualificazione del porto di Palermo - non ha parlato solo di un’infrastruttura strategica ma della possibilità concreta di restituire allo stabilimento la sua missione storica, non più limitata alle sole riparazioni e trasformazioni navali. Un obiettivo che le organizzazioni sindacali invocano da tempo.
Accanto agli investimenti strutturali, Folgiero ha inoltre evidenziato l’importanza del progetto “Maestri del Mare”, già operativo nel gruppo Fincantieri e che a Palermo ha portato, nel 2025, circa settanta nuovi addetti. La sua prosecuzione porterà ulteriori assunzioni necessarie alla nuova configurazione dello stabilimento. Infine, il quadro generale - influenzato dagli investimenti del Pnrr, dalla guerra in Ucraina, dai mutamenti geopolitici - ha modificato le priorità delle economie mondiali riportando al centro il tema della sicurezza e, quindi, del rafforzamento della difesa che potrebbe rappresentare un’ulteriore opportunità di sviluppo. Ma occorreranno almeno due anni, il tempo necessario per il completamento del bacino da 150 mila tonnellate.
Nel frattempo, però, i palermitani devono tornare ad essere orgogliosi del Cantiere navale. Per questo è necessario che Azienda, Comune e sindacati organizzino visite guidate e scolastiche incentivando l’impegno dell’istituto scuola/lavoro e aprendo al pubblico la cerimonia del Varo o la consegna della nave. Occasioni in cui si possono diffondere i temi della sicurezza sui posti di lavoro. Dobbiamo tutti quanti lavorare per far diventare una speranza di oggi una realtà di domani.
Uilm Palermo/Sicilia.